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FFT-ScriptGermonique
Resoconto storico della vita di Sant'Ajora, scritta dal suo discepolo Germonique. A lungo si è negato che esistesse.
—Descrizione

Il Vangelo di Gemonique (ゲルモニーク聖典, Gerumonīku Seiten), conosciuto anche come gli Scritti di Gemonique, è un libro presente in Final Fantasy Tactics. Si tratta di una biografia di San Ajora Glabados, che viene creduto dalla corrotta chiesa di Glabados di essere figlio di dio, quando in realtà egli era un uomo ordinario. Il libro ritrae Ajora come egli era veramente nella sua vita originale. Non è mai stata chiarita la connessione di Ajora con i demoni Lucavi, però è evidente un collegamento con Ultima. Probabilmente Ajora era un travestimento, o un individuo scelto da utilizzarne l'immagine per i propri fini. In più, il vangelo di Germonique contiene anche una serie di rituali con lo scopo di aprire un portale tra il monastero di Orbonne e la necropoli di Mullonde.

Riflessioni di RamzaModifica

Scriptures of Germonique

Ramza inizia la lettura del vangelo di Gemonique.

Dopo le vicende nel monastero di Orbonne, padre Simon in punto di morte consegna il vangelo a Ramza. Dopo ciò ne è resa possibile la lettura:

Aprii il Vangelo di Germonique che mi era stato affidato da Padre Simon, ed iniziai a sfogliarne le pagine. Le parole erano scritte nella sacra lingua degli antichi. Tante erano le illustrazioni sparse per le pagine, ma molte di esse erano o mancanti o danneggiate e decifrarne il contenuto fu un'impresa immane. Ma altrettanto immane era la mia curiosità di scoprire il sapere che esso celava.

Mentre sfogliavo le pagine, notai alcune righe scritte nella lingua moderna di Ivalice piazzate occasionalmente tra le righe. Delle vere e proprie glosse erano state sparse un po' per tutto il libro. Mi chiedevo chi ne fosse l'autore.

Giudicando dall'inchiostro sbiadito, alcune di esse erano vecchie di dieci anni, mentre altre parevano scritte pochi giorni prima della mia lettura. Appena ne toccai una col mio dito, le lettere si strinsero. L'inchiostro doveva ancora asciugarsi. Ogni glossa era stata scritta dalla medesima mano: quella di Padre Simon, compresi immediatamente. Doveva aver dedicato molta della sua vita a decifrare questo Vangelo, studiando con zelo riga per riga.

Mi basai quasi totalmente su quelle frammentarie glosse, mentre continuavo a leggere.

A quanto pareva, quelle sacre scritture erano opera di Germonique, un discepolo di Sant'Ajora. Germonique... Quel nome mi colpì nella mente. Di colpo, riemersero alla luce i ricordi di lezioni di storia quasi dimenticate.

Fu allora che ricordai. Germonique fu il discepolo che aveva disatteso la fede del suo maestro, tradendolo dagli uomini del Sacro Impero Ydorano. Fui sgomento al pensiero che un tomo di tal fatta, scritto dallo stesso Germonique di cui avevo appreso a scuola, fosse ora nelle mie mani.

A stento riuscivo a contenere l'entusiasmo mentre sfogliavo le varie pagine. Ma, ben presto, fui colpito da un trauma ben più forte dell'emozione di possedere un artefatto storico d'immenso valore.

Al principio, pensavo il libro non fosse altro che una raccolta degli insegnamenti di Sant'Ajora, narrati da Germonique. La verità delle cose mi colse totalmente alla sprovvista. Questo tomo aveva il compito di narrare la vita di Sant'Ajora. E il Sant'Ajora descritto in queste pagine era di una natura grandemente differente da quella dell'uomo di cui tutti avevamo appreso.

Avevo sempre creduto che Sant'Ajora non fosse un comune mortale. La mia fede nella chiesa di Glabados non fu mai tanto radicale quanto quella di mio fratello Zarbagg, ma non avevo dubbi sul fatto che Sant'Ajora fosse figlio di Dio, disceso dai cieli per redimere l'umanità dal marasma ch'essa si era procacciata. Eppure, oramai posso parlare soltanto al passato. Credetti, ma più non credo. Tutto ciò che avevo pensato immutabile, si dissolse dopo aver letto il Vangelo.

La nascita di Sant'Ajora venne in un'età dell'oro della tecnologia, quanto le aeronavi navigavano per i cieli.

Egli nacque a Lesalia, nella città di Bervenia. Pochi attimi dopo il parto, si erse in piedi e s'avvicinò ad un pozzo. Raggiuntane la base, una profezia scaturì dalle sue infanti labbra: "Una piaga s'abbatterà su questo pozzo. Sia subito richiuso, sicchè nessuno possa da esso abbeverarsi."

Qualche giorno dopo, la Peste Nera visitò la città di Bervenia, e tutti coloro che bevvero dall'acqua di quel pozzo furono colti dalla malattia e perirono. Solo le famiglie che avevano dato ascolto alle parole profetiche di Sant'Ajora furono salvate dalla morte e dalla malattia. Dopo quanto accadde col pozzo, la gente venne a venerare Sant'Ajora come portatore di miracoli e figlio di Dio.

Ma non fu sino ai vent'anni che Sant'Ajora divenne il salvatore di Ivalice, e prese il suo posto accanto a Dio in Paradiso.

Ivalice non fu sempre unita come lo è oggi. Tanto tempo fa, il reame era diviso in sette regni: Fovoham, Lionel, Limberry, Lesalia, Gallione, Zeltenia, e Mullonde. Ognuna guerreggiava contro l'altra, in un eterno tentativo di espandere il proprio territorio.

Questo conflitto si protrasse per secoli, finchè un ambizioso giovane re salì al potere a Mullonde. Questo giovane monarca sognava di unificare Ivalice sotto il suo potere, ma la strada verso la vittoria era ardua e perigliosa. Il re si rivolse ad antichi tomi e alla magia nera lì contenuta, invocando un demoni dagli inferi da porre ai sui comandi. Ma una volta libero, il demone trucidò il demone e scappò, con l'intento di distruggere il mondo.

Dunque, un grande eroe si mise in un viaggio per combattere questa mostruosità. Assieme ai suoi dodici discepoli, egli radunò le Pietre dello Zodiaco ch'erano state sparse per il mondo, e gli Zodiac Braves nacquero ancora una volta. Gli Zodiac Braves sconfisserò i servitori della creatura, e sciacciarono il demone verso il suo piano infernale, e per questo divennero per fama i salvatori del mondo.

Questa storia è ormai leggenda. Da quel momento, gli Zodiac Braves sono sempre apparsi ogni qualvolta il mondo si trovasse sull'orlo di una catastrofe, per poi scomparire non appena risolta la crisi. 

Una simile catastrofe minacciò il mondo nell'era di Sant'Ajora. Il re di Limberry evocò un demono, nella speranza di controllare tutta Ivalice, e spinse nuovamente il mondo nel caos. E, proprio come nella leggenda, Sant'Ajora riunificò le dodici Pietre dello Zodiaco. E, ancora una volta, gli Zodiac Braves si ersero a difendere il mondo dal demone distruttore.

Tuttavia, qualsiasi sovrano di ogni epoca tollera assai malamente l'ingerenza di "eroi" mossi da nobili intenzioni.

Temendo il crescente potere di carisma del santo, il Sacro Impero Yvorano inviò dei soldati per catturare lui e i suoi discepoli. Il Pharismo era, a quei tempi, le religione dominante, ed i suoi sacerdoti temevano l'influenza sempre crescente di Ajora. Infine, Germonique, il tredicesimo discepolo, fu allettato dal vil denaro, e offrì informazioni vitali, che portarono alla cattura del suo maestro. Il santo scontò la sua pena capitale, al patibolo di Golgollada. 

Ma è importante non dimenticarsi di una cosa: Sant'Ajora era figlio di Dio. L'ira dei cieli fu celere e terribile. Subito dopo la condanna, Mullonde, capitale della religione Pharista, fu colpita da un terribile cataclisma e sprofondò nei mari.

Sant'Ajora ascese poi in Paradiso, e prese il suo giusto posto nei cieli.

Questa era la leggenda cui ero avezzo, la stessa raccontata ad ogni bambino di Ivalice. Ma il Sant'Ajora descritto in questo Vangelo di Germonique era un uomo totalmente diverso.

Ajora non era il figlio di Dio. Lui era un semplice mortale, non più divino di me o di te. Era un rivoltoso, che combatteva soltanto per realizzare le sue ambizioni. Non era un amante della pace, né un eroe che si sarebbe sacrificato per il bene dell'umanità.

Germonique scrisse di lui:

Come fondatore di una religione dal crescente numero di seguaci, Ajora era considerato dall'impero una spina nel fianco. Ma Ajora, a quanto pareva, era ben più di un semplice fondatore di una religione. Era un facironoso, che s'infiltrava negli stati nemici per ottenere informazioni e fomentare disordine. Ajora era una spia, inviato dal Sacro Imper Ydoran da uno stato rivale.

Qualunque ruolo egli professasse, è sicuro che l'impero iniziò a temere la crescente autorità di questo uomo nuovo. A Germonique fu dato il compito di scovare le prove che permettessero all'impero di arrestare Ajora come una spia. Il tredicesimo discepolo in realtà non era altro che l'alfiere dell'impero in una partita per scoprire le vere intenzioni di Ajora.

Sembra che Ajora cercasse davvero di radunare nuovamente gli Zodiac Braves. Germonique confermò nei suoi scritti che Ajora riuscì addirittura a scoprire nuove pietre. Ma per quale motivo andava alla loro ricerca?

Non so se il giovane re di Limberry evocò davvero un demone. Per lo meno, non sono riuscito a trovare neanche una riga nel Vangelo che riportasse un tale accadimento. Ma una catastrofe avvenne davvero a Mullonde, non appena morì Ajora. Secondo il Vangelo, la maggior parte della città sprofondò nel mare.

Le note a piè di pagina mi fecere maggior chiarimento. Esse esprimevano un diverso punto di vista, senza alcun dubbio quello di Padre Simon.

"Anche se molti discutevano circa la sua esistenza, nessuno aveva posato lo sguardo su questo Vangelo di Germonique. Alcuni potrebbero dire che esso sia falso, con il solo scopo di discretare la persona di Sant'Ajora. Ma io so che questo codice è autentico. Quando prestai servizio come inquisitore della Chiesa, molti altri nel Sant'Uffizio temevano l'esistenza di quest'opera. E, fuor di dubbio, lo stesso vale per il Pontefice. Tutti loro paventavano questo scritto, perchè ogni cosa ivi contenuta corrisponde a realtà."

"Dopo la morte di Sant'Ajora, la Chiesa, che aveva accresciuto il proprio potere tramite la sua notevole influenza, soveva fare solo una cosa: nascondere la sua natura di essere umano. Solo questo fatto doveva sparire dagli annali della storia. Aveva bisogno che Sant'Ajora fosse ricordato come figlio di Dio.

"L'aver utilizzato la leggenda degli Zodiac Braves, cui tutta Ivalice prestava fede, fu un vero colpo di genio. Fu un'impresa facile convincere la gente che Sant'Ajora avesse guidato gli Zodiac Braves e sconfitto un demone. Un demone mai esistito..."

"Mi accorgo ora d'aver perso la mia fede in cui principai a leggere questo Vangelo. E, tuttavia, non ne provo dolore. Ripensandoci, so adesso che il mio desiderio di verità era ben più ardente di quanto mai lo fosse stata la mia fede."

"Ma ho commesso un peccato capitale. Ho fallito nel condannare la Chiesa per le menzogne a noi propinate in tutti questi anni. Il motivo? Sapevo che, se avessi condiviso questo libro con il mondo, la mia preziosa biblioteca mi sarebbe stata portata via."

"E per me non vi sarebbe dolore più grande, poichè questa biblioteca è l'unico mezzo che ho per soddisfare l'infinita sete di sapere. La mia curiosità vince la mia volontà di fare quanto era giusto."

Padre Simon ha scritto che il demone di Sant'Ajora non è mai esistito. Ma io ho visto l'oscuro potere delle Pietre dello Zodiaco con i miei stessi occhi. C'è una malvagia presenza all'opera. Qualcosa di molto più sinistro anche del Pontefice e delle sue contorte trame.

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