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FFII Overworld Maria PSP
Sorella di sangue di Leon, Maria è una donna giovane e tenace, che combatte contro l'impero in cerca del fratello perduto.
—Descrizione

Maria è una dei protagonisti principali di Final Fantasy II, e uno dei tre personaggi permanenti del titolo.

È la sorella minore di Leon, ma rimane separata da lui dopo un attacco a sorpresa da parte delle truppe imperiali. Assieme al fratello adottivo Firion e all'amico Guy, si unisce alla ribellione della Rosa selvatica nella speranza di ritrovare il fratello, e nel frattempo si adopera per favorire la liberazione del regno di Fynn e la sconfitta dell'impero di Palamesia.

Maria è di fatto il primo personaggio giocabile ufficialmente femminile apparso nella saga di Final Fantasy, in quanto i personaggi del primo Final Fantasy hanno genere ambiguo nella maggior parte delle traduzioni.

ProfiloModifica

Aspetto fisicoModifica

Maria è una giovane fanciulla dal fisico snello e longilineo, con lunghi capelli color indaco e occhi violacei pieni di coraggio. Contrariamente a personaggi come Firion, il suo aspetto presenta poche differenze tra i vari artwork di Yoshitaka Amano, ma il suo vestiario è noto per essere uno dei più bizzarri indossati da una protagonista femminile. Maria indossa un paio di pantaloni aderenti viola scuro, con due fasce più chiare intorno, porta stivaletti e bracciali color lilla e una fascia marrone al braccio destro; la parte più eclatante del suo abbigliamento è però il bustino: di colore lilla, ha la principale funzione di comprimere il seno della ragazza perché non ostacoli la mira con l'arco, ma lascia completamente scoperta la parte sinistra del petto. Il seno sinistro è invece coperto da una coppa bronzea che riesce a stare al suo posto nonostante sia sostenuta da una sola parte. Gli artwork la mostrano inoltre con una faretra al fianco, a simboleggiare il suo iniziale ruolo di arciera.
L'unica occasione in cui Maria indossa abiti differenti è il filmato d'introduzione delle edizioni per PlayStation e PSP del gioco: in questo caso, il suo abbigliamento consiste in un completo leggermente più casto, caratterizzato da una vistosa asimmetria. Indossa una giacca bianca dai bordi marroni, molto scollata e fusa con il reggiseno, con un tessuto rosso davanti che copre l'ombelico e una mantella rossa che parte dalle spalline, due mezze maniche separate con i bordi rossi, un solo guanto sulla mano sinistra (sebbene la mano con cui tiene le frecce sia la destra), e stivali rossi lunghi fino a mezza gamba; porta inoltre dei pantaloncini sgambati neri e un paio di leggings azzurri asimmetrici, uno che parte dai pantaloncini e arriva fino al ginocchio destro, l'altro che copre la gamba sinistra da mezza coscia in giù, mentre alla coscia sinistra è legata una piccola bisaccia. I suoi capelli in questa versione sono tagliati a caschetto.

PersonalitàModifica

Maria è una ragazza molto coraggiosa, dall'indole compassionevole e solidale. Sempre pronta a proteggere chi è più debole, mette a disposizione tutto il suo coraggio per aiutare la ribellione della Rosa Selvatica, nonostante l'iniziale riluttanza della principessa Hilda. Gran parte di questa determinazione è dovuta alla volontà di ritrovare il fratello maggiore, cui è molto legata e unico suo consanguineo rimasto in vita. Maria ha anche un rapporto di profonda amicizia con Firion, suo fratello adottivo, e in diverse occasioni dà l'impressione di volere che questo rapporto diventi qualcosa di più, anche se non avviene nessuno sviluppo nel gioco effettivo. Maria è anche molto amica di Guy, e si mostra spesso curiosa verso le particolari capacità del ragazzo.

StoriaModifica

Orphan (crisi)Pericolo Spoiler: Seguono dettagli su trama e/o finale. (Salta sezione)

Maria era una giovane abitante del regno di Fynn, cresciuta in un piccolo villaggio vicino alla capitale con i suoi genitori e suo fratello Leon. Ad un certo punto della loro infanzia, i due fratelli accolsero un nuovo membro nella loro famiglia, un orfano di nome Firion verso cui, crescendo, Maria iniziò a provare sentimenti più profondi. La loro felicità fu bruscamente interrotta quando l'Imperatore Mateus Palamesia, con le sue armate infernali, invase il regno di Fynn per soddisfare le sue mire espansionistiche: la città fu data alle fiamme e i genitori di Maria perirono nel tentativo di difendere la loro terra.
I tre giovani, raggiunti dal loro amico Guy, scamparono al massacro fuggendo nella vicina foresta, ma furono sorpresi da un'imboscata dei cavalieri neri dell'impero, che li attaccarono e li lasciarono in fin di vita. I giovani furono ritrovati poco dopo dai ribelli della Rosa selvatica, che li portarono nel loro nascondiglio nel villaggio di Altair e li affidarono alle cure dello stregone bianco Minwu.

La ribellioneModifica

Quando Firion si risvegliò nel nascondiglio dei ribelli, Maria e Guy lo raggiunsero, contenti di sapere che anche lui stava bene. Purtroppo, di Leon non c'era alcuna traccia, ma sia Maria che Firion erano convinti che il loro fratello fosse ancora vivo, perciò chiesero alla leader della ribellione, la principessa Hilda, di lasciarli entrare a far parte del gruppo. La principessa, tuttavia, rifiutò di mettere a repentaglio tre vite così giovani, così i tre decisero di viaggiare da soli verso la città di Fynn per dimostrare di essere degni di far parte della ribellione e trovare qualche indizio su dove si trovasse Leon.
Evitando le orde di soldati imperiali che pattugliavano la città, Maria, Firion e Guy riuscirono a intrufolarsi nel pub appena fuori dal centro, dove il proprietario, simpatizzante della Rosa selvatica, aveva segretamente offerto asilo a un ribelle ferito. Con grande sorpresa dei tre giovani, il ribelle in questione si rivelò essere nientemeno che Scott, principe di Kashuan e promesso sposo di Hilda. Maria chiese al giovane se sapesse nulla di suo fratello Leon, ma purtroppo Scott non seppe darle aiuto. Il giovane principe era ormai vicino alla morte, e chiese ai tre di consegnare a Hilda il suo anello magico, in memoria della sua scomparsa, prima di spirare davanti a loro.
Quando Maria, Firion e Guy ritornarono ad Altair sani e salvi, Hilda rimase stupita dal loro coraggio, e accettò che i tre giovani entrassero nella ribellione. Il loro primo incarico sarebbe stato raggiungere la città di Salamand e incontrare il contatto ribelle Josef, che non dava notizie da giorni, per ottenere l'accesso alle miniere di mithril in modo da poter fronteggiare ad armi pari l'esercito imperiale. Naturalmente, non avrebbero viaggiato da soli, ma avrebbero goduto della protezione della magia bianca di Minwu.

I progetti dell'imperoModifica

Maria, Firion, Guy e Minwu raggiunsero il villaggio innevato di Salamand, dove trovarono Josef. Il contatto ribelle sembrava però tutt'altro che intenzionato a collaborare, ma non per sua volontà: l'impero, che aveva le miniere di mithril sotto il suo controllo, aveva schiavizzato numerosi abitanti di Salamand per estrarre quanto più metallo possibile e, per evitare che Josef intervenisse, aveva preso in ostaggio sua figlia Nelly. Josef disse che avrebbe aiutato i ribelli solo dopo che Nelly fosse tornata a casa sana e salva, e indirizzò il gruppo verso le cascate Semitt. Per provare la loro fedeltà alla causa dei ribelli, Maria e i suoi amici si addentrarono nelle caverne dietro le cascate, e salvarono i prigionieri e la piccola Nelly. Felice di rivedere la sua bambina, Josef indicò al gruppo l'ingresso delle miniere, ancora difeso dalle truppe imperiali, e qui i ribelli sconfissero il sergente che controllava la postazione. Il gruppo tornò quindi ad Altair con un grosso rifornimento di mithril, che il fabbro Tobul iniziò prontamente a lavorare per forgiare armi e armature adatte a fronteggiare l'impero.

Poco dopo l'arrivo del mithril, però, le spie ribelli portarono notizia ad Altair della costruzione di una potente aeronave da guerra chiamata Dreadnought in un cantiere tra le montagne di Bafsk. Preoccupata, Hilda chiese a Maria e ai suoi amici di raggiungere la città e bloccare i lavori. Il gruppo si mise quindi in contatto con la spia sul posto, che li aggiornò sulla situazione e indicò loro l'entrata del cantiere. Quando il gruppo era ormai a un passo dalla destinazione, però, si trovò davanti il generale Borghen, che aveva venduto Fynn all'impero, e il Cavaliere oscuro, recentemente diventato braccio destro dell'Imperatore in persona. I due rivelarono che la Dreadnought era già completa e perfettamente operativa, e levarono istantaneamente le ancore facendo librare in aria il vascello in direzione della base ribelle.
Maria, Firion e Guy tornarono ad Altair per vedere la situazione, e cercarono un modo per fermare la Dreadnought. La soluzionbe migliore sarebbe stata sovraccaricare il motore della nave con il fuoco solare, la fiamma inestinguibile. Purtroppo, però, l'unico bracere dove il fuoco solare ardeva ancora era custodito all'interno della rocca di Kashuan, una fortezza protetta da un sigillo che solo un membro della famiglia reale poteva spezzare, e con la morte di Scott il solo altro membro della famiglia era suo fratello Gordon, che però era un gran codardo e non si sentiva in grado di aiutare i ribelli.

Il fuoco solareModifica

Esisteva fortunatamente un'alternativa per aprire le porte della rocca di Kashuan, rappresentata dalla prodigiosa campana sacra, un artefatto nascosto in tempi antichi nelle montagne innevate del nord. Per trovare la campana, Maria e i suoi amici tornarono a Salamand per cercare l'aiuto di Josef, che conosceva bene la piana nevosa. Questi, per sdebitarsi del salvataggio della sua bambina, si offrì di accompagnarli a cercare la campana sacra e, grazie alla sua slitta, li condusse fino alla grotta delle nevi. All'interno, il gruppo sconfisse il terribile adamanthart che custodiva la campana, ma quando tornò all'entrata della caverna trovò ad aspettarli Borghen: questi, dopo aver perso la fiducia dell'Imperatore a causa degli eventi nelle miniere di mithril, era intenzionato a farla pagare ai ribelli e offrire le loro teste al sovrano. Maria e il gruppo sconfissero facilmente il bieco generale, ma egli riuscì ad attivare una trappola prima di morire e un enorme masso iniziò a rotolare verso di loro. Josef usò la sua forza per rallentare il masso abbastanza a lungo da permettere la fuga ai suoi amici, ma alla fine il coraggioso soldato morì schiacciato.

Tristi per la morte del compagno, Maria, Firion e Guy si diressero verso Kashuan, dove con grande sorpresa trovarono le porte già aperte: qui trovarono Gordon, che voleva redimersi per non aver potuto difendere il suo popolo nel momento del bisogno. Il principe accettò di aiutarel il gruppo a trovare la torcia di Eghil, l'unico oggetto che poteva raccogliere il fuoco solare. Facendosi strada tra i numerosi mostri che avevano proliferato nel castello, Maria e il gruppo raggiunsero la torcia, con cui si impossessarono infine della magica fiamma.
Sulla via del ritorno, Maria notò in cielo la Dreadnought all'inseguimento di un'aeronave più piccola: si trattava della nave di Cid, che la principessa Hilda stava usando per raggiungere il gruppo. Con la principessa in ostaggio, l'Imperatore avrebbe avuto un enorme vantaggio sulla ribellione, perciò era più che mai imperativo salvarla e distruggere la Dreadnought. Sempre accompagnato da Gordon, il gruppo si intrufolò nel gigantesco vascello quando atterrò sulla piana a nord di Fynn per i rifornimenti, e liberò gli ostaggi dalle prigioni. Infine, gli eroi procedettero verso la sala motori e gettarono il fuoco solare nel reattore centrale, sovraccaricandolo. Davanti a loro apparve per un attimo il Cavaliere oscuro e, per un attimo, Maria ebbe l'impressione di vedere il fratello perduto nel suo sguardo.

Il contrattaccoModifica

Tornati ad Altair, Maria, Firion e Guy vennero a sapere da Minwu che il re di Fynn, ferito in battaglia, stava per morire. Sul letto di morte, il sovrano chiese al giovane e ai suoi amici di viaggiare verso il regno di Deist e cercare l'aiuto dell'armata dei dragoni per stipulare un'alleanza contro l'impero. Per raggiungere il regno, sito in un'isola lontana, il gruppo cercò qualche marinaio coraggioso nella città di Paluum, finché non s'imbatté in una giovane donna di nome Leila, che offrì loro un passaggio sulla sua nave. Maria non si fidava della conturbante capitana, ma Firion accettò senza problemi la sua offerta. Leila però si rivelò essere in realtà una piratessa, e scatenò contro i giovani la sua ciurma per derubarli. I pirati furono però facilmente sconfitti dai tre, e Leila si ritrovò costretta a cedere loro la nave e allearsi con loro per avere salva la vita.
Grazie alla nave, il gruppo raggiunse facilmente la terra di Deist, dove però trovò il regno completamente deserto: erano tutti morti salvo per una giovane donna e il suo bambino, che rivelarono che l'impero, già in guerra con Deist, aveva sterminato i dragoni avvelenato le loro viverne. Era rimasta solo una vecchia viverna ormai morente, con cui i quattro giovani riuscirono a comunicare grazie a un pendente appartenuto a un dragone morto. La viverna li implorò di portare il suo ultimo uovo al sicuro all'interno della caverna di Deist a nord del castello. Maria e il gruppo raggiunsero quindi la parte più profonda della grotta e immersero l'uovo nella sorgente sacra all'interno, preservando così il futuro delle viverne.

Maria e il gruppo ritornarono dunque ad Altair, ma quando tentarono di riferire la notizia alla principessa Hilda, questa chiese che Firion la raggiungesse in camera sua per "parlare in privato". La principessa era in realtà un mostro mandato dall'Imperatore e tentò di uccidere Firion dopo averlo sedotto, ma grazie all'intervento di Leila, Maria e Guy il ragazzo si salvò e il mostro fu sconfitto. La vera principessa doveva trovarsi ancora tra le grinfie dell'Imperatore, e in quel momento era tenuta prigioniera nell'arena di Palamesia. Qui, l'Imperatore offrì la vita di Hilda in cambio di uno scontro all'ultimo sangue contro un pericoloso behemoth. Maria e i suoi amici, accompagnati da Gordon, sconfissero la creatura, ma ovviamente l'Imperatore non era mai stato intenzionato a cedere il suo ostaggio e, chiamato il Cavaliere oscuro, fece subito imprigionare il gruppo.
Grazie all'aiuto del ladro Paul, Maria e gli altri riuscirono ad uscire dalle segrete e a liberare anche Hilda prima di tornare ad Altair. Con la loro leader tornata alla base, i tempi erano maturi per i ribelli per reclamare il loro regno. Hilda e Gordon guidarono l'esercito ribelle per fronteggiare l'armata imperiale stanziata nella capitale, mentre Maria, Firion, Guy e Leila ebbero l'incarico di avanzare nel castello e sconfiggere il comandante delle truppe, che si rivelò essere un demone Gottos. La battaglia di Fynn si concluse con la decimazione dell'esercito imperiale, e il regno era nuovamente sotto il controllo della Rosa selvatica.

Il tomo di UltimaModifica

Benché il regno di Fynn fosse stato liberato, la guerra contro l'impero era tutt'altro che finita: l'Imperatore non avrebbe tardato a radunare un esercito ancora più potente, e non si sarebbe fermato finché tutto il mondo non fosse stato ai suoi piedi. Per fronteggiare il malvagio despota, Minwu era andato nella lontana terra di Mysidia, patria degli stregoni, per ottenere l'accesso alla leggendaria magia proibita, Ultima. Lo stregone bianco, tuttavia, non aveva più dato notizie da giorni, cosa che spinse l'ormai regina di Fynn a mandare Maria e il gruppo a cercarlo.
Minwu si era diretto verso la torre di Mysidia, protetta da un incantesimo che solo una verga di cristallo poteva spezzare, ma per entrare in possesso dell'antico artefatto, il gruppo dovette viaggiare letteralmente da un capo all'altro del mondo per raccogliere le due chiavi necessarie. Alla fine, gli eroi riuscirono a recuperare la verga di cristallo ma, quando la esposero alla barriera che proteggeva l'isola dove si trovava la torre di Mysidia, la nave fu inghiottita da un terribile mostro marino: Leviathan.

Maria, Firion e Guy si ritrovarono nella gola del mostro, ma di Leila si erano perse le tracce. Il gruppo scoprì che un gran numero di persone arrivate prima di loro si erano letteralmente accampate nella bocca di Leviathan, ma tra queste non c'era Minwu. In compenso, fecero la conoscenza di Ricard Highwind, l'ultimo superstite dei dragoni di Deist, che aveva cercato anche lui di raggiungere la torre di Mysidia: il dragone unì le forze con il gruppo e, recuperata la nave incastrata fra i denti di Leviathan, riuscirono a fuggire e raggiungere l'isola.
Qui, il gruppo salì i numerosi labirintici piani della torre degli stregoni affrontando nemici sempre più potenti, e alla fine raggiunse l'anticamera della sala di Ultima, dove si trovava Minwu. La porta verso il tomo della magia suprema era protetta da un antico sigillo magico, tanto potente da poter mettere alla prova persino il più abile degli stregoni. Minwu riuscì a spezzare il sigillo, ma lo sforzo fu tanto grande che prosciugò ogni sua energia, lasciandogli solo qualche istante di vita. In punto di morte, Minwu intimò al gruppo di non piangerlo, poiché sapeva che prima o poi la sua ora sarebbe arrivata, e il gruppo onorò il suo sacrificio portando a termine la sua missione e reclamando il tomo di Ultima.

Il volo della vivernaModifica

Tristi, ma pieni di speranza, Maria, Firion, Guy e Ricard ritornarono a Fynn per informare la regina Hilda della riuscita della missione, ma con loro amara sorpresa trovarono solo rovine sul loro cammino: l'Imperatore aveva evocato un gigantesco ciclone, con cui aveva raso al suolo ogni città attorno alla capitale di Fynn. Al castello, tuttavia, stavano ancora tutti bene, e perfino Leila era riuscita, chissà come, a tornare indietro sana e salva.
Parlando con Hilda e Gordon, Maria scoprì che il ciclone evocato dall'Imperatore non era un normale vortice di vento, ma era generato da una fortezza volante situata al suo interno, dalla quale l'Imperatore stesso ne controllava i movimenti. Purtroppo, nessuna delle risorse del regno avrebbe potuto raggiungere la fortezza senza finire distrutta dai forti venti, nemmeno l'aeronave di Cid, che il vecchio aviatore cedette a Firion dopo aver sacrificato la sua vita per salvarla dalla furia del ciclone.

L'unica creatura tanto forte da poter cavalcare i venti del ciclone sarebbe stata una viverna, ma sfortunatamente l'impero le aveva portate quasi all'estinzione, e tutto ciò che rimaneva era l'uovo salvato proprio dal gruppo qualche tempo prima. Fortunatamente, non tutto era perduto: ora che il castello di Fynn era di nuovo in mano ai ribelli, sarebbe stato possibile evocare il cucciolo di viverna direttamente da lì. Maria e il gruppo raggiunsero quindi una camera segreta del castello, ed esposero il pendente davanti a un grande specchio. L'uovo si schiuse proprio in quel momento, e il piccolo drago, già capace di volare, raggiunse il castello in un battito di ciglio.
Maria, Firion, Guy e Ricard raggiunsero la fortezza nel ciclone in groppa alla viverna, e finalmente poterono confrontarsi direttamente con l'Imperatore. Il malvagio despota perse la vita nello scontro che seguì, e la sua anima nera piombò nelle profondità degli inferi.

La fine della guerraModifica

Quando il ciclone si dissipò, ci fu gran gioia nel regno, e per giorni si festeggiò la caduta dell'impero e la fine della guerra. Sfortunatamente, la felicità durò poco: il Cavaliere oscuro, che era davvero Leon, aveva reclamato il trono di Palamesia, e sembrava intenzionato a completare i piani espansionistici del suo predecessore. Maria e Firion decisero di raggiungerlo per cercare di farlo ragionare: la ragazza sperava di non doverlo combattere, poiché non avrebbe avuto il coraggio di affrontare il fratello che credeva di aver perso. I giovani usarono l'aeronave per raggiungere il castello di Palamesia, ma quando finalmente arrivarono nella sala del trono, accadde l'inaspettato: l'anima di Mateus era risorta dagli inferi ed era tornata nel mondo mortale. Intenzionato a recuperare il suo dominio e riprendere da dove i ribelli lo avevano interrotto, il redivivo sovrano tentò di uccidere il gruppo sul posto, ma Ricard si sacrificò per fermare il suo attacco, mentre Maria e gli altri fuggivano in groppa alla viverna. Proprio in quel momento, dalle viscere della terra sorse la nuova fortezza dell'Imperatore: Pandæmonium.

Tornati a Fynn, Maria, Firion e Guy convinsero Hilda a perdonare Leon per le sue azioni passate, e il ragazzo si alleò con loro per affrontare l'Imperatore rinato nella battaglia definitiva. La famiglia ormai riunita era più che mai determinata a fermare Mateus una volta per tutte, e perciò raggiunsero il varco Giada, unico passaggio verso la fortezza infernale. Nella grotta, Maria e i suoi amici affrontarono demoni infernali di ogni sorta, ma alla fine riuscirono a raggiungere Pandæmonium, dove sconfissero uno per uno tutti i servi dell'Imperatore.
Il gruppo raggiunse così l'ultimo piano della fortezza di cristallo, dove Mateus attendeva impaziente. Quello che seguì fu un epico scontro senza esclusione di colpi, alla fine del quale l'Imperatore fu sconfitto per la seconda volta e, con un urlo lacerante, scomparve dalla vista insieme a tutto il suo seguito.
La guerra era davvero finita, e il mondo poteva finalmente essere in pace. Purtroppo, però, Leon rivelò di non essersi ancora completamente perdonato le sue azioni malvagie, e decise pertanto di andare in esilio. Maria non poteva credere che dicesse sul serio, ma Firion accettò la decisione del fratellastro, sapendo che prima o poi si sarebbero comunque incontrati di nuovo.

Con la morte di Mateus, tutti i mostri che infestavano il mondo sparirono senza lasciare traccia, grazie al valore di Maria e dei suoi compagni.

Gli spoiler finiscono qui.

GameplayModifica

Maria inizia il gioco equipaggiata solamente con un arco e degli abiti. Dei tre personaggi iniziali, risulta essere quella più orientata verso l'attacco magico, con un alto valore di Intelligenza e una buona Agilità. In compenso, i suoi valori di PV, Forza e Resistenza sono piuttosto bassi, cosa che potrebbe costarle qualche morte nelle prime fasi del gioco. Nella battaglia finale con l'Imperatore vista nel capitolo Rinascita, Maria è vista usare Sancta.

L'arma finale accessibile a Maria nelle edizioni per PSP e smartphone del gioco è l'Arco di Artemide. I migliori termini chiave necessari a ottenerla possono essere trovati nel periodo della liberazione di Fynn, cosa che rende l'arma la prima ottenibile tra quelle dei personaggi principali.

StatisticheModifica

Sprite
FFII Maria NESFFII Maria WSCFFII Maria PSXFFII Maria GBAFFII Maria PSP
Ritratti
FFII Ritratto Maria NESFFII Ritratto Maria PSXFFII Ritratto Maria GBAFFII Ritratto Maria PSP

PV - 20
PM - 10 (5)
Forza - 5
Spirito - 10
Intelligenza - 15
Resistenza - 5
Agilità - 15
Magia - 5

I valori tra parentesi sono riferiti alla versione originale per NES.

Parole chiaveModifica

Fortunato Promettente Ottimo Propizio Superbo
Deserto
Calderone
Bosco
Utopia
Varco Giada
Distruzione
Ekmet Teloess
Oasi
Giganti
Sbarre di ferro
Tundra
Tomo di Ultima
Cronache
Miasma
Mysidia
Stregoneria
Pietà

Altre comparseModifica

Pictlogica Final FantasyModifica

Maria appare come personaggio giocabile in questo spin-off per smartphone. La sua arma iniziale è l'arco d'argento.

 
PFF Maria

Final Fantasy Airborne BrigadeModifica

Maria è un alleato e un personaggio leggendario invocabile in questo social game.

Abilità:
  • Fuoco VI
  • Clade
  • Fusione XVI
Abilità Leggenda:
  • Fusione VI
  • Flagello VIII
  • Bufera XVI

CuriositàModifica

  • Nel filmato in computer grafica dell'edizione Origins del gioco, Maria è doppiata da Noriko Shitaya, che in seguito sarebbe stata la doppiatrice di Rydia nei remake 3D di Final Fantasy IV.
  • Sebbene nel gioco originale non vi sia un rapporto più in là dell'amicizia tra Maria e Firion, nel romanzo ispirato al gioco i due si fidanzano alla fine della storia.
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