Il tuo retaggio e la tua fede ti offendono... non io.
—Delita Heiral

Delita Heiral è un personaggio apparso in Final Fantasy Tactics. Nella versione originale del gioco, il suo nome era traslitterato in Delita Hyral.

Giovane di famiglia umile, è un grande amico d'infanzia di Ramza Beoulve e come lui desidera rendere Ivalice un posto migliore. Nei libri di storia è noto come il contadino che divenne re e portò la pace in una nazione oppressa dal caos, ma la storia narrata nel gioco rivela che la situazione era molto più complicata, e che la sua figura era molto meno eroica di quanto si racconti.

Delita è uno dei personaggi più complessi e ambigui all'interno della storia di Final Fantasy Tactics, grazie alla sua ferma credenza che il fine giustifichi sempre il mezzo, che si traduce durante la storia in azioni tutt'altro che eroiche portate a compimento per fini nobili.

Profilo[modifica | modifica sorgente]

Aspetto fisico[modifica | modifica sorgente]

Delita è un giovane con i capelli castani, tagliati corti e pettinati all'indietro, e gli occhi marrone scuro. Assieme a Ramza, è il solo personaggio a cambiare abito tre volte nel corso della storia: nelle fasi iniziali del gioco, come scudiero, indossa una pesante casacca bluastra con un'armatura di bronzo a coprire il petto, le spalle e le braccia, unita a pantaloni marroni, una spessa cintura simile a un corsetto, stivali da cavaliere lunghi fino a mezza coscia e guanti con enormi risvolti, il tutto in varie tonalità di marrone.
Dopo essere diventato un cavaliere sacro, abbandona le vesti da soldato comune in favore di una bardatura simile a quella dei cavalieri templari, comprensiva di una larga tuta rossa con ricami bianchi sulle gambe, unita a una cintura e una gorgiera dorata e spesse corazze dorate che coprono interamente le braccia e le gambe.
Nell'ultimo atto del gioco, Delita fa un ulteriore cambiamento al suo vestiario: mantiene la tuta rossa con le protezioni dorate, ma aggiunge anche un paramento dorato e finemente ricamato sul davanti e un sontuoso mantello a collo alto di colore rosso cremisi, con bordi e ricami bianchi e l'interno verde.

Personalità[modifica | modifica sorgente]

Nella storia di Ivalice, Delita è ricordato come un eroe del popolo, che si sollevò dal fango fino a diventare re della nazione, mentre Ramza è stato condannato ad essere niente più che una nota a piè di pagina, con il fatto di essere un eretico come unica cosa importante da ricordare. Gli scritti di Durai, che fungono da cornice narrativa per la storia del gioco, tuttavia, dipingono un'immagine ben più complessa di questo giovane uomo.
Inizialmente un contadino qualunque, Delita assomiglia a Ramza sotto molti aspetti: entrambi sono giovani di buoni ideali, coraggiosi e nobili a prescindere dalle circostanze della propria nascita, ed entrambi hanno una sorella minore a cui tengono molto. Proprio la perdita della propria sorella convince Delita a impegnarsi per non essere mai più una pedina, e la sua crescita lo porta a diventare egli stesso un astuto e pragmatico manipolatore, e la perfetta incarnazione della massima "il fine giustifica i mezzi": per arrivare al suo obiettivo, stipula alleanze con numerose fazioni e persone, nell'attesa del momento giusto per tradirle, e sfrutta le persone vicine a lui come Ramza per liberarsi degli ostacoli che lui non può toccare.
A dispetto di ciò, Delita non è spietato ed è pienamente disposto a risparmiare coloro che si ritrovano coinvolti loro malgrado nei suoi piani: è solo disposto a fare qualunque cosa sia necessaria per riportare pace e ordine nel regno che desidera governare, ed è comunque implicito che così abbia fatto dopo essere diventato re.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Orphan (crisi).pngPericolo Spoiler: Seguono dettagli su trama e/o finale. (Salta sezione)

Nell'Ordine dell'Orsa maggiore[modifica | modifica sorgente]

Delita era nato da una famiglia di poveri contadini nel territorio sotto il controllo della casata Beoulve. Dopo la morte dei suoi genitori per la peste nera, lui e sua sorella Tietra furono accolti da Barbaneth Beoulve nella propria famiglia, e questo permise ai due di stringere una profonda amicizia con i figli più giovani del nobile, Ramza e Alma. Insieme a Ramza, Delita entrò a far parte dell'accademia militare reale della città magica di Gariland, e proprio in queste circostanze iniziarono gli eventi che avrebbero portato alla sua ascesa. Durante una perlustrazione, Delita e Ramza salvarono un giovane nobile di nome Argath Thadalfus dalla brigata del morto, un gruppo di mercenari che si opponeva alla nobiltà di Ivalice.
Argath chiese l'aiuto dei due ragazzi per soccorrere il marchese Elmdore, che era stato rapito dai mercenari, e quando Ramza disobbedì agli ordini di suo fratello Dycedarg per aiutare una persona in difficoltà, Delita lo accompagnò. Il salvataggio andò a buon fine e questo permise a Ramza e Delita di non incorrere in una punizione: in effetti, Dycedarg assegnò loro un altro incarico, ovvero sgominare le forze della brigata del morto nel covo dei briganti. Quando i due, assieme ad Argath, sconfissero i mercenari guidati da Milleuda Folles, le motivazioni della brigata si resero evidenti: stavano combattendo una lotta di classe per ridare dignità ai popolani oppressi dalla nobilità dopo la guerra dei cinquant'anni. Questa motivazione scosse profondamente Delita, e aprì un profondo divario tra lui e Argath, che invece reputava i popolani inferiori ai nobili.

L'incidente che cambiò tutto[modifica | modifica sorgente]

Quando il gruppo ritornò al castello di Eagrose, i ragazzi scoprirono con orrore che era stato attaccato dalla brigata del morto e un assassino aveva rapito Tietra scambiandola per una nobile, nella speranza di usarla come riscatto. Zalbaag Beoulve, fratello di Ramza, propose di guidare un'azione diretta contro la fortezza di Ziekden, dove i mercenari erano ubicati, ma Delita, sapendo che un attacco del genere sarebbe stato estremamente rischioso per l'incolumità della sorellina, cercò di convincere Ramza a infiltrarsi nel forte dall'altopiano di Lenalia. Argath si mostrò insensibile alla questione e insultò apertamente Delita e Tietra, spingendo il ragazzo a rispondere con violenza, ma Ramza prese le difese dell'amico e cacciò l'arrogante nobile.
Entrambe le operazioni furono messe in atto, con Zalbaag e Argath pronti ad attaccare frontalmente la fortezza di Ziekden mentre Ramza e Delita si preparavano a infiltrarsi dal lato meno sorvegliato secondo i piani del giovane Heiral. Attraversando la pianura di Mandalia, i due passarono quello che sarebbe stato l'ultimo bel momento insieme, ricordando giorni più felici davanti al tramonto.

Il tentativo di liberazione di Tietra fu un completo fallimento. Dopo essere stati costretti a uccidere Milleuda in una schermaglia, Delita e Ramza scoprirono che Tietra era tenuta prigioniera in un mulino a vento poco distante, ma la morte della mercenaria aveva scatenato le ire del fratello di lei, Wiegraf. Questi, per vendicare la morte della sorella, affrontò i due giovani nelle vicinanze del mulino, ma mentre ciò accadeva un suo sottoposto, Gragoroth Levigne, agì contro i suoi ordini e prese Tietra in ostaggio.
Delita e Ramza misero in fuga Wiegraf e scoprirono che Tietra non era più nel mulino: Levigne l'aveva portata direttamente alla fortezza di Ziekden. Più in fretta che potevano, si precipitarono al forte, ma quando riuscirono finalmente a entrare era ormai troppo tardi. Gragoroth si era fatto scudo di Tietra, pensando che avrebbero esitato a colpirlo con quella che credeva una nobile davanti. Sfortunatamente, Argath sapeva chi era la ragazza e non si fece alcuna remora a spararle un colpo di balestra per arrivare a lui, e Delita non potè che assistere impotente mentre sua sorella moriva sotto i suoi occhi.

Pieno di rabbia, Delita si scagliò contro Argath e lo uccise nello scontro che seguì, ma nel frattempo Gragoroth usò i suoi ultimi istanti di vita per attivare le bombe piazzate nella polveriera del forte. Ramza fu costretto alla fuga, ma Delita decise di morire lì, e rimase a tenere stretto il corpo esanime di Tietra mentre la fortezza di Ziekden esplodeva attorno a lui.

Il rapimento di Ovelia[modifica | modifica sorgente]

Delita sopravvisse miracolosamente all'esplosione della fortezza, grazie al corpo della sorella che gli fece da scudo. Quando si riprese, il giovane era ormai cambiato: deciso a non essere mai più manipolato da altri, continuò il suo addestramento nel più sicuro anonimato e in poco tempo fu norminato cavaliere. Iniziò ad avere contatti con l'Ordine della Croce del sud e contemporaneamente prese servizio presso la Chiesa di Glabados, ma in realtà non era fedele a nessuno al di fuori di se stesso, e aveva sin da subito pianificato di tradire entrambi quando i tempi fossero stati maturi.

Un giorno un gruppo di soldati della Chiesa, travestiti da uomini della Croce del sud, attaccò il monastero di Orbonne dove la principessa Ovelia era in ritiro. Le guardie della principessa e un gruppo di mercenari di cui faceva parte anche Ramza, che aveva rinnegato il proprio nome dopo gli eventi della fortezza di Ziekden, uscirono dal monastero per fronteggiare gli invasori ma l'attacco non era che un diversivo: approfittando della confusione, Delita entrò nel monastero dalla porta posteriore e rapì Ovelia, fuggendo sul suo chocobo prima che le guardie potessero fare qualcosa.

Delita porta Ovelia via da Lionel

Riconoscendo il suo vecchio amico, Ramza lo inseguì fino a raggiungerlo alle cascate di Zeirchele, dove Delita si era dovuto fermare a causa di un'imboscata dell'Ordine dell'Orsa maggiore. Il superiore di Ramza, Goffard Gaffgarion, rivelò di essere stato assoldato non per proteggere Ovelia, ma per ucciderla, cosicché il duca Goltanna non potesse usarla come fantoccio per prendere il controllo del regno.
Sentendosi tradito, Ramza si ribellò a Gaffgarion e aiutò Delita a metterlo in fuga, e per sdebitarsi Delita gli affidò il compito di scortare la principessa al sicuro. Ovelia fu affidata al cardinale Alphonse Delacroix, che però tradì la fiducia di Ramza consegnandola al leader dei cavalieri templari Folmarv Tengille, che dopo averla interrogata la lasciò nuovamente a Delita. Il giovane permise alla ragazza di fuggire dal castello di Lionel, facendole capire che non aveva molta scelta se non fidarsi di lui, e la portò da Goltanna facendosi strada tra i soldati dell'Orsa maggiore che cercavano di fermarlo lungo la strada.

Tradimento della Croce del sud[modifica | modifica sorgente]

Delita uccide il falso Orlandeau

Si stava avvicinando il momento di mettere in atto il tradimento verso l'Ordine della Croce del sud. Dopo essersi sbarazzato di un pericoloso traditore, il cancelliere Glevanne, Delita si guadagnò pienamente la fiducia di Goltanna, che lo nominò nuovo comandante dei suoi fedeli Montoni neri al posto del barone Grimms, ucciso durante la soppressione di una rivolta.
Nel frattempo, il Pontefice massimo Funebris era riuscito a creare delle divergenze tra Goltanna e il suo più fedele generale, il grande Cidolfus Orlandeau, e fece ordinare a Delita di approfittare di questa debolezza per assassinare il duca, in modo da portare più caos tra i nobili e destabilizzare il già precario potere temporale di Ivalice. Per questo compito, gli fu affiancata un'abile strega di nome Valmafra Lenande, che in realtà aveva il compito di tenere sotto controllo proprio lui.

Sempre più sorvegliato, Delita incontrò Ramza in una chiesa nei pressi di Zeltennia, dove rivelò all'amico informazioni importanti sui piani della Chiesa di Glabados, in modo che potesse agire dove lui non poteva per indebolirla. Improvvisamente, i due furono sorpresi dall'inquisitore Zalmour Lucianada, che stava cercando Ramza per arrestarlo, dopo che il giovane era stato accusato di eresia per aver apparentemente ucciso il cardinale Delacroix. Sapendo che, nella situazione che si era creata, avrebbe firmato la propria condanna a morte lasciando vivo l'inquisitore, aiutò Ramza a metterlo a tacere per sempre, prima di tornare ad occuparsi di Goltanna.
Durante la battaglia di forte Besselat, Delita riuscì a portare a compimento l'assassinio del duca, implicando Orlandeau nella congiura. Tuttavia, consapevole dell'utilità che il conte poteva avere, giustiziò un fantoccio che la Chiesa voleva usare per i propri scopi e segretamente favorì la fuga di quello vero, perché potesse unirsi a Ramza nella lotta contro i demoni Lucavi che avevano preso possesso dei templari per dominare Ivalice. Infine, il giovane si confrontò con Valmafra, rivelandole di aver sempre saputo che era una spia: vedendolo disarmato ma comunque sicuro di sé, la donna non riuscì a ucciderlo. Nonostante potesse metterla a tacere, Delita decise di risparmiare Valmafra dopo aver capito che anche lei era, come lui, una pedina nelle mani della Chiesa.

Mentre la guerra dei leoni volgeva al termine, con la famiglia reale quasi estinta e le casate nobiliari allo sbando, Ovelia non aveva più alcun nemico e poteva assumere appieno i suoi doveri di regina. Mentre Ramza si occupava dei Lucavi, Delita mise in atto l'ultima parte del suo piano, chiedendo la mano della giovane presso le rovine di una cappella, con somma sorpresa e disappunto della sua guardia Agrias.

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Il finale di Delita

Il complotto dei Lucavi fu sventato da un gruppo di anonimi eroi quasi senza che nessuno se ne accorgesse, mentre Delita ascendeva al trono come re di Ivalice a fianco di Ovelia. Tuttavia, con il passare del tempo, la regina iniziò a sospettare di non essere mai stata veramente amata, e che anche lui l'avesse solo manipolata per impadronirsi del trono.
Nell'anniversario del loro fidanzamento, i due si incontrarono nelle rovine della cappella e Delita portò dei fiori alla sposa per rassicurarla, ma Ovelia non riuscì a trattenersi e, piantandogli un pugnale nella carne, cercò di ucciderlo prima che lui uccidesse lei. Nella più completa ironia, Delita estrasse l'arma dal proprio corpo e uccise Ovelia per difendersi. Ormai solo e ferito sia nel corpo che nell'orgoglio, Delita pensò a Ramza, all'amico che aveva tradito e di cui non aveva mai riabilitato il nome, e si chiese se alla fine la sua scalata fosse valsa davvero qualcosa.

Delita continuò a regnare fino alla sua morte, e la sua figura fu glorificata dalla Chiesa mentre Ramza fu dimenticato. Orran Durai, un uomo che aveva visto quegli eventi in prima persona, non potè sopportare questa ingiustizia e tentò di pubblicare un manoscritto con la vera storia della guerra dei leoni, ma purtroppo fu bruciato al rogo come eretico. I suoi scritti furono ritrovati solo molti secoli dopo da un suo discendente, Arazlam Durai, che decise di pubblicarli per riabilitare il proprio nome e far conoscere la vera storia di Ivalice.

Gli spoiler finiscono qui.

Gameplay[modifica | modifica sorgente]

Delita combatte a fianco di Ramza come personaggio ospite durante tutta la sequenza flashback del capitolo 1, partecipando a tutte le battaglie obbligatorie: è uno scudiero di livello 1, con 71 Audacia e 55 Fede, è equipaggiato con Broadsword, Leather Cap e Clothing, e dispone delle abilità Mettle.
Durante il capitolo 2, Delita combatte come personaggio ospite durante la battaglia alle cascate di Zerchiele: qui dispone della classe speciale di cavaliere sacro, è al livello 11 con 75 Audacia e 50 Fede, è equipaggiato con Coral Sword, Mythril Shield, Plate Mail e altri due equipaggiamenti casuali, e dispone del comando Holy Sword più altre abilità randomizzate. Durante questa battaglia è immune agli status alterati Pollo, Rospo, Malia e Sentenza.
Nell'edizione The War of the Lions del gioco, Delita diventa direttamente controllabile dal giocatore in una battaglia speciale alle cascate, dopo gli eventi del castello di Lionel: qui è un cavaliere sacro di livello 25 con 85 Audacia e 40 Fede, ed è equipaggiato con Ancient Sword, Golden Helm, Golden Armor e Germinas Boots. Dispone dei comandi Holy Sword e Arts of War, e delle abilità Counter, Move +1 e Safeguard.
Delita è controllabile anche nella battaglia alle rovine della cappella del castello di Zeltennia, anch'essa esclusiva dell'edizione The War of the Lions, che si svolge dopo la battaglia combattuta da Ramza alla città fortificata di Yardrow. Ora è un cavaliere sacro di livello 30, con 75 Audacia e 50 Fede, ed è equipaggiato con Save the Queen, Platinum Shield, Platinum Helm, Carabineer Mail e Germinas Boots. Dispone sempre dei comandi Holy Sword e Arts of War, ma le sue abilità sono ora Parry, Concentration e Move +1.
Delita ritorna infine nel ruolo di personaggio ospite durante lo scontro nella chiesa di Zeltennia: in quest'ultima battaglia il suo livello è determinato in base a quello della squadra del giocatore, ha sempre 75 Audacia e 50 Fede, è equipaggiato con Runeblade, Platinum Shield, Circlet, Carabineer Mail e Bracer, e dispone del comando Holy Sword e altre abilità randomizzate. Riottiene anche le immunità agli status Pollo, Rospo, Malia e Sentenza.

Durante le scene finali del gioco, Delita appare con un nuovo abito ma non partecipa a nessuna battaglia. A dispetto di ciò, il gioco gli assegna la casse di arcicavaliere, la stessa di Zalbaag Beoulve, e le abilità Unyelding Blade di Meliadoul Tengille.

Rendezvous[modifica | modifica sorgente]

Delita è combattuto durante la missione Rendezvous #14, "Brave Story". Qui è un cavaliere sacro di livello 99 con 97 Audacia e 60 Fede, ed è equipaggiato con Chaos Blade, Escutcheon II, Grand Helm, Lordly Robes e Ribbon. Quest'ultimo equipaggiamento è piuttosto curioso perché è indossato come un accessorio quando è un equipaggiamento per la testa, e non dovrebbe nemmeno poterlo indossare perché esclusivo delle unità femminili. Ha accesso ai comandi Holy Sword e Iaido, e possiede le abilità Shirahadori, Safeguard e Move +3. Anche qui è immune agli status Pollo, Rospo, Malia e Sentenza.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Delita è l'unico personaggio a cambiare la propria classe speciale nel corso della storia, affiancato da Argath solo nell'edizione The War of the Lions. Rimane comunque l'unico a cambiare classe per due volte.
  • Delita è anche l'unico personaggio, insieme a Ramza, a cambiare il proprio aspetto per due volte nel corso della storia.
  • In Vagrant Story esiste una gemma chiamata Haeralis, la cui descrizione recita: "Zaffiro stellato con il potere di Haeralis il Coraggioso". Si tratta di un riferimento a Delita presente solamente nella traduzione del gioco: il nome giapponese si traduce infatti con "pietra del capobanda", e non contiene alcun riferimento al personaggio nella descrizione.
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